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Gli organizzatori del Centro Pista Mori (FotoMedia)

Renato Di Ricco promuove gli Italiani di Mori: “abbiamo assistito ad un evento di grande qualità”

Gli applausi del pubblico, le pacche sulle spalle da parte degli atleti, le strette di mano dei vertici della Federazioni Ciclistica Italiana, dei tecnici e degli accompagnatori: quello incassato dal comitato organizzatore dei campionati italiani di ciclismo su pista di Mori è un lungo coro di complimenti e consensi, un meritato tributo al termine di una settimana di gare che non ha mancato di regalare spettacolo. Organizzato spettacolo.
Merito del Centro Pista Mori di Paolo Bortolotti e di una località, Mori ed il Trentino, che ha dimostrato di saper vestire con grande eleganza il tricolore.
Quello di Mori 2010, d’altronde, è stato il campionato italiano dei record. Record per l’assegnazione della rassegna tricolore giovanile ed assoluta ancor prima del completamento del nuovo velodromo, record per il numero di titoli assegnati (ben 74) e per essere stato il primo campionato italiano di ciclismo su pista a godere di una diretta Rai (tre dirette su Raisport 1 per un totale di 210 minuti di messa in onda).
Mori promossa a pieni voti, dunque, e lanciata verso nuovi traguardi, ai quali si penserà una volta smaltita la “sbornia” della sei giorni tricolore. Intanto, arrivano i complimenti del presidente della Fci nazionale Renato Di Rocco.
«E’ stato un evento che definirei ottimo e dall’alto standard organizzativo – commenta Di Rocco -. Ho notato la grande partecipazione di molte delegazioni regionali e soprattutto una grande partecipazione del territorio, del Trentino tutto. Ottimi sono stati anche i numeri e credo che abbiamo appena finito di assistere ad un evento di grandissima qualità. Per il Trentino, inoltre, sono arrivati i titoli di Sara Consolati, Ignazio Moser ed Alessandro Bertolini. Il futuro di Mori? Ora lasciamo qualche giorno di riposo allo staff di Paolo Bortolotti, che ha lavorato davvero molto e ben, poi se ne parlerà, ma l’intenzione è uella di dare una continuità di eventi al nuovo impianto di Mori. Il Trentino ha ottimi atleti, molti giovani talenti ed una grande organizzazione: con queste prerogative sarà molto più facile riproporre manifestazioni di questo tipo».
Qualche giorno di riposo, dunque, poi si comincerà a pensare al futuro ed al prossimo traguardo. Il primo, intanto, è stato tagliato a braccia alzate.

I NUMERI DI MORI 2010: come sempre sono i numeri a dare la dimensione della portata di un evento. Ed allora, ecco i principali numeri dei campionati italiani di ciclismo su pista di Mori.
164.000: le pagine del sito ufficiale Mori 2010 visitate dagli appassionati durante i sei giorni di gara.  Durante la settimana, il sito ha fatto registrare una media di circa 1500 visitatori unici al giorno con un tempo medio di navigazione di circa 11 minuti (un tempo molto alto (genericamente i tempi per visita si aggirano attorno ai 2-4 minuti, questo in gran parte merito della diretta web e del continuo aggiornamento dei contenuti, foto e classifiche, pressoché in tempo reale). La maggior parte degli accessi sono avvenuti dall’Italia ma anche da Francia, Olanda, Stati Uniti, Germania, Svizzera, Polonia, Regno Unito, Austria, Slovenia, Canada, Australia, Argentina.
800: i pasti cucinati ogni giorno dallo staff della Pro Loco Mori e Val di Gresta, che in sei giorni ha preparato 400 kg di pasta, oltre 500 polli allo spiedo, 300 kg di patate, 200 kg di tacchino, 150 kg di ragù, 150 kg di pomodoro, 1600 mozzarelle e molto altro ancora, tenendo aperta la cucina per 14 ore al giorno, con 40 volontari in servizio.
286: i comunicati emessi dalla giuria di gara nel corso della rassegna tricolore.
210: i minuti totali delle tre diretta su Raisport 1. Un primato per Mori 2010, il primo campionato italiano di ciclismo su pista a godere di una diretta Rai.
74: le ore di gara nei sei giorni della rassegna tricolore, una cosa come undici Milano-Sanremo o tre “Sei Giorni” di ciclismo su pista. Settantaquatro sono state anche le ore di diretta web sul sito ufficiale, così come 74 sono stati anche i titoli di campione italiano assegnati.
17: le ore di gara della sola seconda giornata, dalle 8.30 del mattino di martedì 24 agosto alle 1.30 di mercoledì 25: un record assoluto. E alle 8.30 del mattino seguente, tutti di nuovo in pista. Nello stesso giorno, quello di mercoledì, è dunque terminata una giornata di gare e ne è iniziata un’altra.

Gli organizzatori del Centro Pista Mori (FotoMedia)

Roberto Chiappa in azione (FotoMedia)

Mori 2010: un campionato italiano grandi firme

Da Roberto Chiappa (al 48° titolo) all’acuto del padrone di casa Alessandro Bertolini, passando per il poker al femminile di Elisa Frisoni, il tris Monia Baccaille ed il doppio acuto di Giorgia Bronzini e dell’iridata Tatiana Guderzo, senza dimenticare le promettenti pedalate del figlio d’arte Ignazio Moser e della junior Sara Consolati. E perché non citare Daniel Oss che, dopo aver conquistato il bronzo nell’inseguimento a squadre mercoledì, ieri ha conquistato la prima vittoria della carriera tra i pro al Giro del Veneto.
Quello che si è concluso ieri sera a Mori è stato un campionato italiano all’insegna delle grandi firme e dei grandi numeri (74 titoli assegnati e 74 ore complessive di gara in sei giorni). “Numeri” che, in pista, sono stati offerti da atleti come Roberto Chiappa, il quale ha incamerato altri due titoli (velocità e velocità olimpica), portandosi a quota 48  titoli italiani.
Sempre al maschile, emozionante e spettacolare la vittoria del professionista della Androni Alessandro Bertolini, che ha conquistato il successo davanti al proprio pubblico (è di Mori) nella gara del derny, strapazzando gli specialisti della disciplina, cosa che è riuscita anche al figlio d’arte Ignazio Moser che, sulle orme del padre “Checco” (campione del mondo dell’inseguimento nel 1976), ha trionfato nell’inseguimento individuale juniores.
Tra i pro, successi anche Davide Cimolai ed Elisa Viviani della Liquigas, ricordando anche le grandi prestazioni degli junior Rino Gasparrini e Paolo Simion e dell’allievo veronese Francesco Castegnaro (quattro ori in quattro gare).
Al femminile, spicca il poker della élite delle Fiamme Azzurre Elisa Frisoni (oro nella velocità, keirin, 500 metri e velocità a squadre), così come le doppiette dell’iridata Tatiana Guderzo (inseguimento individuale e a squadre) e della forte atleta della Forestale Giorgia Bronzini (scratch e corsa a punti), senza dimenticare l’aureo tris dell’umbra Monia Baccaille (omnium, velocità olimpica e inseguimento a squadre).
Applausi anche per la promessa trentina Sara Consolati (Cristoforetti Cordioli): per lei tre ori (velocità, scratch e keirin) ed un argento (velocità).

Roberto Chiappa in azione (FotoMedia)

Il podio completo della gara del km paraciclismo (FotoMedia)

L’ultimo titolo della rassegna tricolore ad Elena Cecchini, assegnate anche le maglie del km paraciclismo

Chiusura in rosa per i campionati italiani di ciclismo su pista di Mori, in Trentino: l’ultimo dei 74 titoli in palio è andato alla friulana della Vecchia Fontana Padova Elena Cecchini, che ha totalizzato 16 punti, piazzandosi in sette delle dieci volate in programma (40 giri di pista, 20 chilometri ed uno sprint ogni quattro giri), quattro in più della seconda e della terza classificata, ovvero la coppia lombard della Cicli Fiorin Despar Chiara Vannucci e Maria Giulia Confalonieri. L’argento è andato alla Vannucci, bronzo alla Confalonieri, entrambe con 12 punti ma con la prime delle due meglio piazzata nell’ultima volata.
Infine, sempre nella tarda serata di ieri,  sono stati assegnati anche i titoli del paraciclismo nel chilometro da fermo (maschile) e 500 metri (femminile).
Titoli che sono andati a Silvana Vinci (500 metri WC4), Andrea Devicenzi (km MC2), Michele Rosa (km MC3), Michele Pittacolo (km MC4), Pierpaolo Addesi (km MC5), Emanuele Bersini-Daniele Riccardo (km tandem MB) e Giulia Oblac-Patrizia Spadaccini (km tandem WB).
Alla fine della serata, l’applauso del pubblico per l’organizzazione del Centro Pista Mori di Paolo Bortolotti, capace di allestire una rassegna tricolore che, visti i commenti unanimi di atleti, pubblico e tecnici, sembra davvero non avere precedenti. Un buon viatico per il futuro dell nuovo velodromo di Mori, che ha vestito con grande eleganza il tricolore.

Il podio completo della gara del km paraciclismo (FotoMedia)

Il podio del keirin junior donne con Sara Consolati oro (FotoMedia)

Dopo Bertolini anche Sara Consolati, è tripudio trentino; Francesco Ceci beffa Chiappa, poker della Frisoni, ok anche Gasparrini

Che giornata, l’ultima dei campionati italiani, per il Trentino che, dopo aver festeggiato l’oro del pro Alessandro Bertolini nel derny, ha brindato al tris d’oro di Sara Consolati.
La junior della Cristoforetti Cordioli, che aveva già dominato le prove della velocità e dello scratch (argento invece nei 500 metri), ha calato il tris, conquistando il titolo anche nel keirin, specialità che il 15 agosto gli aveva regalato il bronzo iridato ai Mondiali di Montichiari.
Una gara tutt’altro che facile per Sara che, sorpresa a metà dell’ultimo giro, quello decisivo, si è esibita in una straordinaria progressione, che le ha permesso di battere al fotofinish Chiara Vannucci e Silvia Epis, rispettivamente argento e bronzo.
La serata, poi, ha vissuto un altro momento “clou” con la finale del keirin Open maschile, con il 37enne portacolori della Forestale Roberto Chiappa in cerca del 49° titolo della carriera. Il forte pistard umbro, però, è rimasto chiuso nella morsa dei fratelli Francesco e Luca Ceci. Chiappa ha imboccato l’ultima curva al quarto posto, per poi esibirsi in una delle sue proverbiali progressioni, insufficiente però per insidiare il primato del marchigiano Francesco Ceci. Chiappa è d’argento e rimane a quota 48. Bronzo a Luca Ceci, che completa la festa di famiglia.
Grande giornata, poi, per la veneta portacolori delle Fiamme Azzurre Elisa Frisoni, che ha calato il poker, conquistando la quarta maglia personale nella rassegna tricolore. Maglia arrivata nel keirin élite femminile, grazie ad una superba volata che le ha permesso di battere Annamaria Scafetta (Esercito), argento, e Laura Doria (Verso L’Iride), medaglia bronzo.
Infine, spazio anche agli juniores, con un’altra grande prova del marchigiano Rino Gasparrini (Cycling Progetto Immobiliare), che ha dominato la volata precedendo Davide Ceci (Team Ceci) e Giacomo Del Rosario, rispettivamente medaglia d’argento e di bronzo. Al secondo posto, a dire il  vero, si era classificato il trentino della Graphic Line Ires Costruzioni Alex Paoli, che è però stato declassato per essere transitato in volata sulla cosiddetta zona di riposo.

Il podio del keirin junior donne con Sara Consolati oro (FotoMedia)

Alessandro Bertolini in trionfo (FotoMedia)

Alessandro Bertolini è profeta in patria: suo il titolo del derny uomini Open

L’aveva promesso alla vigilia. Aveva detto di voler fare un regalo al suo pubblico ed al comitato organizzatore dei campionati italiani di ciclismo su pista di Mori. Ed Alessandro Bertolini, che oggi correva a casa sua (è proprio di Mori), è stato di parola, fantastico oro nella prova del derny. Argento ad Alex Buttazzoni (Fiamme Azzurre), terzo Alessandro De Marchi (Cycling Team Friuli).
Una gara tiratissima, 40 chilometri di gara (80 giri di pista) coperti in 39′39”, alla media oraria di oltre 60 km/h: un motorino, al pari di quello guidato dal suo pilota Fabio Perego, anch’egli in maglia tricolore assieme al trentino.
Nulla da fare, dunque, per gli specialisti Alex Buttazzoni ed Angelo Ciccone (entrambi delle Fiamme Azzurre), quest’ultimo campione italiano in carica, ma apparso lontano dalla migliore condizione.
Bertolini ha operato il primo forcing a metà gara, per poi rallentare lievemente il passo, con Buttazzoni e De Marchi bravi a riportarsi sul trentino. Il “Berto”, dopo aver fatto riposare per qualche attimo i cavalli della pregiata “stalla”, ha operato un altro attacco, questa volta quello vincente.
Per lui, quindici giri percorsi in assoluta solitudine, col pubblico di casa (tribune gremite in ogni ordine di posto) a spingere il corridore trentino al grido di “Berto Berto”. Buttazzoni ha ridotto il gap nel finale, ma mai sotto i tre secondi, con Bertolini a chiudere in trionfo davanti al proprio pubblico.
Un ideale chiusura per gli Italiani di Mori, che brindano al successo del padrone di casa, profeta in patria.

Alessandro Bertolini in trionfo (FotoMedia)