Comunicati Stampa
Alessandro Bertolini, campione in pista ed in solidarietà: donato in beneficenza all’ospedale oncologico pediatrico di Padova il premio tricolore
21 set
Il trentino, oro nel derny, ha devoluto il premio tricolore in beneficienza, sposando l’iniziativa promossa da Mori 2010 assieme all’ex iridato Maurizio Fondriest
Il presidente del C.O. Di Mori 2010 Bortolotti: “Ho visto molti giovani atleti sostenere la causa con parte del loro premio. Una bella immagine ed un bel segnale lanciato dal ciclismo”.
Il 28 agosto scorso, nell’ultima giornata dei campionati italiani di ciclismo su pista di Mori, aveva vinto il titolo tricolore del derny, in coppia col pilota Fabio Perego. Titolo conuistato davanti al proprio pubblico, con l’emozione tipica del caso.
Ma Alessandro Bertolini è campione a tutto tondo, in pista e nella solidarietà. Approfittando dell’iniziativa promossa dagli Italiani di Mori e dal campione del mondo di Renaix 1988 Maurizio Fondriest, il forte atleta della Androni Diquigiovanni ha infatti deciso di devolvere il premio tricolore in beneficenza, fermamente convinto degli alti valori di cui lo sport del ciclismo è da sempre portatore.
A beneficiarne sarà l’ospedale oncologico pediatrico di Padova, destinatario della raccolta fondi promossa dal progetto “Fondriest for children” assieme alla rassegna tricolore su pista, che ha messo a disposizione di tutti i presenti e partecipanti delle magliette dei campionati italiani, distribuite ad offerta libera.
Così, in occasione della fiera della Expobici di Padova in corso in questi giorni, Bertolini ha deciso di sposare la causa della solidarietà, incontrando Fondriest ed il presidente del comitato organizzatore degli Italiani di Mori Paolo Bortolotti, promotori dell’iniziativa.
«Il ciclismo mi ha dato tanto – commenta Bertolini, 39enne corridori di Mori – e mi ha anche insegnato tanto, soprattutto sotto l’aspetto valoriale. Per questo, quando ho saputo dell’iniziativa benefica, mi è venuto spontaneo sostenerla: quello che si può fare lo si fa volentieri e penso lo si debba fare, nel nome degli importanti valori di cui lo sport è portatore. Il ciclismo è spesso bistrattato, ma è anche questo: uno sport dove la sensibilità non manca».
Il forte atleta della Androni Diquigiovanni ha vinto l’oro nel derny, nella giornata che ha chiuso la rassegna tricolore svoltasi a casa sua. «Sono contento per Mori e per il Trentino, che hanno riscosso un grande successo con la rassegna tricolore – aggiunge il “Berto” – ed anche per me stesso: vincere a casa mia è stato fantastico. Non ho mai sentito un calore ed un boato come quello che ho sentito a Mori. A me resta la vittoria e mi è sembrato bello condividerla con chi è meno fortunato di me, sperando di poter aiutare anche loro a raggiungere la loro “vittoria”, ben più importante della mia».
«Fa piacere che eventi come quelli di Mori abbiano aderito al mio progetto e vedere come nello sport ci siano molte persone che si dedicano a fare qualcosa per chi ha più bisogno – ha poi aggiunto Fondriest -, così come fa piacere vedere la sensibilità di un campione come Alessandro Bertolini. Non è la cifra che conta, ma il gesto. Un messaggio importante che conferisce un valore aggiunto ad un evento sportivo e che fa di un campione, un “grande” campione».
«E’ stato bellissimo, e quasi toccate, vedere molti giovani atleti devolvere parte del loro “piccolo” premio in beneficienza – conclude Paolo Bortolotti, presidente del C.O. di Mori 2010 e ieri a Padova per versare all’ospedale oncologico pediatrico il ricavato della raccolta fondi -. Un’immagine che mi ha aperto il cuore e che fa onore al ciclismo, sport di fatica e portare di alti valori».
Per gli Italiani di Mori, usciti tra gli applausi, non c’era davvero miglior conclusione.
Renato Di Ricco promuove gli Italiani di Mori: “abbiamo assistito ad un evento di grande qualità”
29 ago
Gli applausi del pubblico, le pacche sulle spalle da parte degli atleti, le strette di mano dei vertici della Federazioni Ciclistica Italiana, dei tecnici e degli accompagnatori: quello incassato dal comitato organizzatore dei campionati italiani di ciclismo su pista di Mori è un lungo coro di complimenti e consensi, un meritato tributo al termine di una settimana di gare che non ha mancato di regalare spettacolo. Organizzato spettacolo.
Merito del Centro Pista Mori di Paolo Bortolotti e di una località, Mori ed il Trentino, che ha dimostrato di saper vestire con grande eleganza il tricolore.
Quello di Mori 2010, d’altronde, è stato il campionato italiano dei record. Record per l’assegnazione della rassegna tricolore giovanile ed assoluta ancor prima del completamento del nuovo velodromo, record per il numero di titoli assegnati (ben 74) e per essere stato il primo campionato italiano di ciclismo su pista a godere di una diretta Rai (tre dirette su Raisport 1 per un totale di 210 minuti di messa in onda).
Mori promossa a pieni voti, dunque, e lanciata verso nuovi traguardi, ai quali si penserà una volta smaltita la “sbornia” della sei giorni tricolore. Intanto, arrivano i complimenti del presidente della Fci nazionale Renato Di Rocco.
«E’ stato un evento che definirei ottimo e dall’alto standard organizzativo – commenta Di Rocco -. Ho notato la grande partecipazione di molte delegazioni regionali e soprattutto una grande partecipazione del territorio, del Trentino tutto. Ottimi sono stati anche i numeri e credo che abbiamo appena finito di assistere ad un evento di grandissima qualità. Per il Trentino, inoltre, sono arrivati i titoli di Sara Consolati, Ignazio Moser ed Alessandro Bertolini. Il futuro di Mori? Ora lasciamo qualche giorno di riposo allo staff di Paolo Bortolotti, che ha lavorato davvero molto e ben, poi se ne parlerà, ma l’intenzione è uella di dare una continuità di eventi al nuovo impianto di Mori. Il Trentino ha ottimi atleti, molti giovani talenti ed una grande organizzazione: con queste prerogative sarà molto più facile riproporre manifestazioni di questo tipo».
Qualche giorno di riposo, dunque, poi si comincerà a pensare al futuro ed al prossimo traguardo. Il primo, intanto, è stato tagliato a braccia alzate.
I NUMERI DI MORI 2010: come sempre sono i numeri a dare la dimensione della portata di un evento. Ed allora, ecco i principali numeri dei campionati italiani di ciclismo su pista di Mori.
164.000: le pagine del sito ufficiale Mori 2010 visitate dagli appassionati durante i sei giorni di gara. Durante la settimana, il sito ha fatto registrare una media di circa 1500 visitatori unici al giorno con un tempo medio di navigazione di circa 11 minuti (un tempo molto alto (genericamente i tempi per visita si aggirano attorno ai 2-4 minuti, questo in gran parte merito della diretta web e del continuo aggiornamento dei contenuti, foto e classifiche, pressoché in tempo reale). La maggior parte degli accessi sono avvenuti dall’Italia ma anche da Francia, Olanda, Stati Uniti, Germania, Svizzera, Polonia, Regno Unito, Austria, Slovenia, Canada, Australia, Argentina.
800: i pasti cucinati ogni giorno dallo staff della Pro Loco Mori e Val di Gresta, che in sei giorni ha preparato 400 kg di pasta, oltre 500 polli allo spiedo, 300 kg di patate, 200 kg di tacchino, 150 kg di ragù, 150 kg di pomodoro, 1600 mozzarelle e molto altro ancora, tenendo aperta la cucina per 14 ore al giorno, con 40 volontari in servizio.
286: i comunicati emessi dalla giuria di gara nel corso della rassegna tricolore.
210: i minuti totali delle tre diretta su Raisport 1. Un primato per Mori 2010, il primo campionato italiano di ciclismo su pista a godere di una diretta Rai.
74: le ore di gara nei sei giorni della rassegna tricolore, una cosa come undici Milano-Sanremo o tre “Sei Giorni” di ciclismo su pista. Settantaquatro sono state anche le ore di diretta web sul sito ufficiale, così come 74 sono stati anche i titoli di campione italiano assegnati.
17: le ore di gara della sola seconda giornata, dalle 8.30 del mattino di martedì 24 agosto alle 1.30 di mercoledì 25: un record assoluto. E alle 8.30 del mattino seguente, tutti di nuovo in pista. Nello stesso giorno, quello di mercoledì, è dunque terminata una giornata di gare e ne è iniziata un’altra.
Mori 2010: un campionato italiano grandi firme
29 ago
Da Roberto Chiappa (al 48° titolo) all’acuto del padrone di casa Alessandro Bertolini, passando per il poker al femminile di Elisa Frisoni, il tris Monia Baccaille ed il doppio acuto di Giorgia Bronzini e dell’iridata Tatiana Guderzo, senza dimenticare le promettenti pedalate del figlio d’arte Ignazio Moser e della junior Sara Consolati. E perché non citare Daniel Oss che, dopo aver conquistato il bronzo nell’inseguimento a squadre mercoledì, ieri ha conquistato la prima vittoria della carriera tra i pro al Giro del Veneto.
Quello che si è concluso ieri sera a Mori è stato un campionato italiano all’insegna delle grandi firme e dei grandi numeri (74 titoli assegnati e 74 ore complessive di gara in sei giorni). “Numeri” che, in pista, sono stati offerti da atleti come Roberto Chiappa, il quale ha incamerato altri due titoli (velocità e velocità olimpica), portandosi a quota 48 titoli italiani.
Sempre al maschile, emozionante e spettacolare la vittoria del professionista della Androni Alessandro Bertolini, che ha conquistato il successo davanti al proprio pubblico (è di Mori) nella gara del derny, strapazzando gli specialisti della disciplina, cosa che è riuscita anche al figlio d’arte Ignazio Moser che, sulle orme del padre “Checco” (campione del mondo dell’inseguimento nel 1976), ha trionfato nell’inseguimento individuale juniores.
Tra i pro, successi anche Davide Cimolai ed Elisa Viviani della Liquigas, ricordando anche le grandi prestazioni degli junior Rino Gasparrini e Paolo Simion e dell’allievo veronese Francesco Castegnaro (quattro ori in quattro gare).
Al femminile, spicca il poker della élite delle Fiamme Azzurre Elisa Frisoni (oro nella velocità, keirin, 500 metri e velocità a squadre), così come le doppiette dell’iridata Tatiana Guderzo (inseguimento individuale e a squadre) e della forte atleta della Forestale Giorgia Bronzini (scratch e corsa a punti), senza dimenticare l’aureo tris dell’umbra Monia Baccaille (omnium, velocità olimpica e inseguimento a squadre).
Applausi anche per la promessa trentina Sara Consolati (Cristoforetti Cordioli): per lei tre ori (velocità, scratch e keirin) ed un argento (velocità).
L’ultimo titolo della rassegna tricolore ad Elena Cecchini, assegnate anche le maglie del km paraciclismo
28 ago
Chiusura in rosa per i campionati italiani di ciclismo su pista di Mori, in Trentino: l’ultimo dei 74 titoli in palio è andato alla friulana della Vecchia Fontana Padova Elena Cecchini, che ha totalizzato 16 punti, piazzandosi in sette delle dieci volate in programma (40 giri di pista, 20 chilometri ed uno sprint ogni quattro giri), quattro in più della seconda e della terza classificata, ovvero la coppia lombard della Cicli Fiorin Despar Chiara Vannucci e Maria Giulia Confalonieri. L’argento è andato alla Vannucci, bronzo alla Confalonieri, entrambe con 12 punti ma con la prime delle due meglio piazzata nell’ultima volata.
Infine, sempre nella tarda serata di ieri, sono stati assegnati anche i titoli del paraciclismo nel chilometro da fermo (maschile) e 500 metri (femminile).
Titoli che sono andati a Silvana Vinci (500 metri WC4), Andrea Devicenzi (km MC2), Michele Rosa (km MC3), Michele Pittacolo (km MC4), Pierpaolo Addesi (km MC5), Emanuele Bersini-Daniele Riccardo (km tandem MB) e Giulia Oblac-Patrizia Spadaccini (km tandem WB).
Alla fine della serata, l’applauso del pubblico per l’organizzazione del Centro Pista Mori di Paolo Bortolotti, capace di allestire una rassegna tricolore che, visti i commenti unanimi di atleti, pubblico e tecnici, sembra davvero non avere precedenti. Un buon viatico per il futuro dell nuovo velodromo di Mori, che ha vestito con grande eleganza il tricolore.
Dopo Bertolini anche Sara Consolati, è tripudio trentino; Francesco Ceci beffa Chiappa, poker della Frisoni, ok anche Gasparrini
28 ago
Che giornata, l’ultima dei campionati italiani, per il Trentino che, dopo aver festeggiato l’oro del pro Alessandro Bertolini nel derny, ha brindato al tris d’oro di Sara Consolati.
La junior della Cristoforetti Cordioli, che aveva già dominato le prove della velocità e dello scratch (argento invece nei 500 metri), ha calato il tris, conquistando il titolo anche nel keirin, specialità che il 15 agosto gli aveva regalato il bronzo iridato ai Mondiali di Montichiari.
Una gara tutt’altro che facile per Sara che, sorpresa a metà dell’ultimo giro, quello decisivo, si è esibita in una straordinaria progressione, che le ha permesso di battere al fotofinish Chiara Vannucci e Silvia Epis, rispettivamente argento e bronzo.
La serata, poi, ha vissuto un altro momento “clou” con la finale del keirin Open maschile, con il 37enne portacolori della Forestale Roberto Chiappa in cerca del 49° titolo della carriera. Il forte pistard umbro, però, è rimasto chiuso nella morsa dei fratelli Francesco e Luca Ceci. Chiappa ha imboccato l’ultima curva al quarto posto, per poi esibirsi in una delle sue proverbiali progressioni, insufficiente però per insidiare il primato del marchigiano Francesco Ceci. Chiappa è d’argento e rimane a quota 48. Bronzo a Luca Ceci, che completa la festa di famiglia.
Grande giornata, poi, per la veneta portacolori delle Fiamme Azzurre Elisa Frisoni, che ha calato il poker, conquistando la quarta maglia personale nella rassegna tricolore. Maglia arrivata nel keirin élite femminile, grazie ad una superba volata che le ha permesso di battere Annamaria Scafetta (Esercito), argento, e Laura Doria (Verso L’Iride), medaglia bronzo.
Infine, spazio anche agli juniores, con un’altra grande prova del marchigiano Rino Gasparrini (Cycling Progetto Immobiliare), che ha dominato la volata precedendo Davide Ceci (Team Ceci) e Giacomo Del Rosario, rispettivamente medaglia d’argento e di bronzo. Al secondo posto, a dire il vero, si era classificato il trentino della Graphic Line Ires Costruzioni Alex Paoli, che è però stato declassato per essere transitato in volata sulla cosiddetta zona di riposo.





















